Che cos'è lo storytelling aziendale e perché se ne parla tanto?

Negli ultimi anni nel marketing si parla molto di storytelling, al punto tale che possiamo considerarlo un vero e proprio trend nel mondo del digital e del copywriting.

Ma che cos'è esattamente?

In sostanza, lo storytelling aziendale non è altro che l'utilizzo di narrazioni e storie da parte di un'azienda per comunicare con il suo pubblico.

Nulla di nuovo, in realtà, se consideriamo che i nostri antenati passavano ore seduti attorno al fuoco a raccontare e ascoltare storie.

Ma allora perché se ne parla tanto?

Beh, la risposta è piuttosto semplice: perché funziona.

Sì ok, te l'ho messa giù semplice, ma la verità è che ci sono delle ragioni evolutive e biologiche per cui funziona.

Devi infatti sapere che il cervello umano è progettato per comprendere le storie.

Per millenni l'umanità ha trasmesso la sua conoscenza e la sua saggezza attraverso le storie.

Pensa ad esempio ai miti greci, che prima della nascita della filosofia erano veri e propri insegnamenti di vita condensati in storie.

Oppure pensa ai testi sacri, o alle fondamenta della letteratura occidentale, come l'Iliade e l'Odissea, che sono stati tramandati per generazioni e generazioni in modo completamente orale.

Insomma, noi siamo progettati per apprendere dalle storie, ed è per questo motivo che molte aziende e i professionisti hanno cominciato a utilizzare lo storytelling per comunicare al mondo il proprio brand, valori e prodotti.

Vediamone ora i vantaggi.

I vantaggi dello storytelling aziendale

1. Farti ascoltare dal tuo pubblico

A chi piace essere ignorato?

In un mondo ipercomunicante, la soglia di attenzione delle persone è sempre più bassa.

L'attenzione è diventata la risorsa più scarsa nella società occidentale.

Utilizzare lo storytelling nella tua strategia comunicativa permette di coinvolgere maggiormente chi ti legge o ascolta. Un risultato decisamente importante se non vuoi sparire nell'oceano della comunicazione digitale.

2. Posizionarti come un brand unico.

Spesso l'unicità del tuo brand spesso non sta tanto in quello che offri, ma in come lo fai e soprattutto nella tua identità.

Proprio così: la tua storia è il tuo primo elemento differenziante, prima ancora di ogni strategia di posizionamento.

Quindi non sottovalutare il ruolo storytelling nella tua comunicazione, perché potrebbe fare davvero la differenza.

3. Creare fiducia ed empatia con i (futuri) clienti.

Ricordi quando ti dicevo che i nostri cervelli sono progettati per ascoltare storie?

Ecco: lo storytelling è un modo perfetto per creare una connessione emotiva.

Per dimostrartelo ti faccio una una domanda: ti è mai capitato di emozionarti guardando un film o leggendo un libro?

Ecco, è proprio di questo di cui stiamo parlando: immedesimazione, empatia connessione.

Ricorda: una buona strategia di comunicazione non mira solo alle transazioni, ma vuole innanzitutto creare e coltivare relazioni di valore.

4. Raccontare, trasmettere e ispirare il tuo pubblico con lo storytelling aziendale

Un'azienda virtuosa è un'azienda che sa ispirare il suo pubblico.

Pensa a Nike, con l'iconico motto "just do it".

Un motto che è innanzitutto una narrazione, e che non vorrebbe dire nulla se tutta la comunicazione dell'azienda non ruotasse attorno a questo fulcro.

Una pubblicità storica dall'archivio Nike.

Nike ispira il suo pubblico a superare i propri limiti, a passare all'azione, e lo fa con ogni granello della sua comunicazione.

E sai perché?

Perché ispirare funziona molto meglio di provare a convincere.

Quindi dovremmo tutti fare storytelling aziendale?

Sì e no.

La verità è che non esistono formule magiche per il successo, ma si possono creare strategie su misura che si avvalgono di diversi strumenti, incluso lo storytelling aziendale.

Anche se funziona, deve essere calibrato e usato nella giusta dose, un po' come il sale nelle ricette.

Il pericolo di abusarne è sempre dietro l'angolo, e il rischio è sempre il solito: una comunicazione artificiosa, pesante e poco naturale, che allontana le persone anziché avvicinarle.

Nella vita l'abito non fa il monaco, almeno così si dice. Ma quando parliamo di aziende, questa regola non vale più: la differenza tra una startup che riesce a crescere e un progetto finito nel dimenticatoio spesso sta più nel vestito che nella sostanza.

Nel mercato di oggi, a fare la differenza è il brand.

Per dimostarlo, ti racconterò come una banale barretta al cioccolato è diventata non solo la più venduta al mondo (il dolciume più venduto al mondo), ma anche la barretta al cioccolato per antonomasia.

Ma prima, torniamo alle startup.

Ogni giorno ne nascono di nuove e con idee meravigliose.

Molte però hanno un problema di immagine: siti web poco curati, copy scritti un po' a caso e una totale assenza di posizionamento e identità.

Certo, le risorse all'inizio sono poche. Soprattutto per chi opera nel settore tech, le energie sono focalizzate sulla tecnologia, sulla strategia d'impresa e su altri aspetti importanti.

Al contempo, sacrificare l'immagine e il posizionamento può costare molto caro.

Ne è un esempio il disastro di Coolest Cooler, startup che in pochi anni ha buttato al vento 13 milioni di dollari raccolti grazie al crowdfunding.

Il fatto è Coolest Cooler ha perso in partenza per non aver creato un posizionamento chiaro.

In sostanza, era "solo una bella idea" che ha risvegliato l'entusiasmo iniziale delle persone, ma che non ha ricevuto nessun sostegno quando le cose sono cominciate ad andare male.

Il risultato? Prezzi rincarati, confusione generale, finanziatori che si sono sentiti truffati. Insomma: un disastro.

Ma la storia di Coolest Cooler non è la sola: secondo Mooney, il 93% delle startup italiane fallisce entro i primi 5 anni di vita.

Fa paura, vero?

Se è vero che molte idee non sono destinate a concretizzarsi, molte altre passano inosservate o falliscono per via di un posizionamento non chiaro, una brand-identity inesistente e una comunicazione poco curata.

Ed è proprio qui che si può fare la differenza.

Branding e copywriting per startup: quando l'abito fa tutta la differenza.

Come promesso, torniamo alle barrette al cioccolato.

Prendi due barrette al cioccolato. Entrambe rettangolari, entrambe con lo stesso colore ed entrambe con lo stesso sapore.

Se ti bendassi e ti chiedessi che differenza c'è tra le due, mi risponderesti con ogni probabilità: "nessuna".

Ma una differenza c'è, ed è enorme.

Una delle due è la barretta più venduta al mondo, il cui nome è diventato talmente celebre da essere diventato lo snack al cioccolato per antonomasia.

L'altra è una barretta praticamente sconosciuta, la cui azienda fallì miseramente nel 2006.

Barrette pressoché identiche, ma destini del tutto diversi.

Dove sta la differenza?

La differenza non è nelle barrette, la differenza sta tutt'intorno alla barrette, ovvero:

Insomma, tutta la differenza sta nel brand e nel come è stato comunicato. Ovvero, nel modo in cui il brand viene percepito dalle persone.

Snickers è diventata, in America, la barretta per antonomasia.

La gente compra delle "snickers" anche quando non compre le barrette Snickers.

Incredibile, vero?

Snickers, la barretta al cioccolato più famosa al mondo, è un esempio di brand che ha saputo posizionarsi nella mente delle persone

Adesso ti faccio una domanda.

Se Snickers avesse avuto un packaging anonimo, un nome brutto e non avesse fatto pubblicità, avrebbe avuto il successo che ha avuto? O sarebbe finita nel dimenticatoio dopo qualche anno?

La stessa cosa vale per aziende e startup: a parità di idee e di strategia di business, vincerà sempre quella col packaging mentale migliore.

Insomma, quella col giusto posizionamento, con la giusta comunicazione, quella che si fa percepire vicina alle persone.

Chiaro, no?

Allora vediamo insieme cinque motivi per cui ha senso fare un lavoro di branding e copywriting nelle startup fin dal primissimo istante.

Quattro preziosi vantaggi del branding e del copywriting per aziende e startup

1. Posizionamento chiaro e a prova di bomba

Qualsiasi cosa tu stia facendo, se hai una startup ti stai affacciando al mercato: per definizione sei esposto alla concorrenza.

Ora, sai qual è il rischio più grande nell'epoca dell'ipercomunicazione? Quello di svanire nell'anonimato una volta che non hai più i finanziamenti a tenerti a galla.

Che la tua startup sia un B2B o un B2C, poco importa: la strategia è quella di entrare sul palcoscenico del mercato con un'identità unica, chiara e forte. Proprio come una vera rockstar!

Un lavoro di branding e copywriting ben fatto ti permette di creare un'identità solida e posizionata strategicamente sul mercato, per poi comunicarla in tutto ciò che fai: dal packaging del tuo prodotto al prossimo post su Instagram.

2. Comunicare in modo chiaro ed efficace

Ti è mai capitato di entrare nel sito web di una startup e di non riuscire a capire di che cosa si occupa? A me è capitato molte volte, e lo dico con chiarezza: se sta succedendo anche con te, è un gran peccato.

Se un potenziale cliente non riesce a capire cosa fai e come puoi risolvere i suoi problemi, come potrà mai pensare di pagarti?

Una comunicazione chiara ed efficace sui tuoi canali è fondamentale per veicolare il tuo prodotto o servizio ai potenziali clienti e generare le vendite a cui aspiri.

3. Perfezionare il prodotto

Chi pensa che il copywriting sia solo scrittura e pubblicità si sbaglia di grosso.

Il copywriting è innanzitutto osservazione e analisi profonda del mercato.

Saper cogliere i movimenti del mercato, agire in tempo e ascoltare il feedback è un'arte che permette di perfezionare il prodotto mano mano che la startup cresce e si sviluppa nel tempo.

Nell'arsenale di un buon copywriter non mancano mai gli strumenti per farlo: d'altronde, come diceva Darwin, solo chi si adatta sopravvive. Gli altri sono destinati a svanire.

4. Persuasione: l'arte di aumentare le vendite in modo etico

La differenza tra un prodotto che vende e uno che non vende non sta solo nella sua qualità.

Partendo dal presupposto che il tuo prodotto è valido, è il modo in cui lo racconti al tuo pubblico a fare la differenza tra una vendita o uno scroll a vuoto.

Ed è proprio qui che entra in gioco il superpotere della scrittura persuasiva, che ha come obiettivo quello di far compiere al tuo pubblico una specifica azione: iscriversi alla tua newsletter, rispondere a un sondaggio o mettere nel carrello i tuoi prodotti.

5. Creare relazione col tuo pubblico: storytelling e narrazione del brand

Certo, abbiamo parlato di persuasione.

Ma non pensare che basterà scrivere una buona landing page o mandare delle email di vendita per veder decollare i profitti.

Infatti, come le ricerche dimostrano, la maggior parte degli acquisiti avviene in media 90 giorni dopo il primo contatto con il cliente. In certi casi, come ad esempio nei B2B più complessi, questi tempi possono aumentare esponenzialmente.

Questo significa che impostare una strategia aggressiva e mirata alla vendita fin da subito non solo è eticamente discutibile, ma nemmeno funziona: su questo i dati parlano chiaro.

Cosa fare dunque?

Il segreto è creare una relazione con il tuo pubblico, per farlo sentire a casa e che lo prepari senza fretta e senza pressione al momento dell'acquisto.

Perché ricorda: il cliente compra quando è pronto, non quando glielo dici tu.

Branding e copywriting: un investimento per il medio e lungo termine

In conclusione, possiamo dire che investire in branding e comunicazione non è un "di più" da mettere in fondo alla lista delle priorità, ma un strategia vincente sul medio e lungo termine.

Curare la percezione del tuo brand sin da subito non significa non solo avere una visione chiara, ma anche saperla comunicare al tuo pubblico e differenziarti dai competitors.

Perché se vuoi vincere il gioco del business devi essere memorabile come Snickers, non intercambiabile come una generica barretta al cioccolato.

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